Vinitaly 2018, la Sicilia alla 52^ edizione del Salone del Vino

“La Sicilia del vino” raccontata attraverso le anfore a testimonianza della lunghissima storia, è questo il leit motiv non soltanto della mostra ma dell’intera partecipazione a Vinitaly 2018.

“La nostra isola rappresenta una delle regioni d’Italia più significative. Non solo dal punto di vista della quantità del vino prodotto, ma soprattutto per la crescente qualità media che ormai ci proietta tra le aree del paese con il più alto appeal per appassionati ed addetti ai lavori, giornalisti e buyer” ha affermato l’assessore per l’Agricoltura della Regione Siciliana, Edy Bandiera, intervenendo in conferenza stampa.

E sullo sfondo ci sono i numeri della crescita qualitativa e quantitativa del comparto vitivinicolo della Sicilia.

Il Made in Sicily si conferma sempre di più un brand vincente sui mercati internazionali, puntando su organizzazione, aggregazione e qualità per accrescere l’export e conquistare nuovi mercati.

Il Vinitaly è tra le più importanti fiere di settore in Europa. Per una regione come la Sicilia essere presenti è un fatto essenziale, basti pensare che al 31 agosto 2017 si era già registrato il tutto esaurito in ordine alla prenotazione di spazi espositivi da parte delle aziende vitivinicole siciliane.

L’importanza del vino come fattore culturale di primo piano è stato messo in rilievo fin dai suoi inizi dalla letteratura greca in vari momenti ed episodi. In Omero, se gli dei si nutrono di nettare e ambrosia, gli eroi lo fanno con carne arrostita e vino; Ulisse, indiscusso protagonista dell’Odissea, utilizza il forte vino di Ismaro per ubriacare il Ciclope Polifemo.

Più avanti saranno i poeti lirici a cantare il vino e ancora più tardi i commediografi ci offriranno la maggior parte delle notizie che abbiamo sul modo di mangiare e di bere nella Grecia antica, dove era ritenuto salutare, se consumato nella giusta misura, e a cui si attribuiva un potere nutritivo confermato dalle moderne analisi chimiche.

Il vino incanta e fa dimenticare agli uomini le tristezze quotidiane, è il migliore medicinale per i mali dell’animo; non meno rilevante è il suo ruolo di specchio dell’uomo, un mezzo che rende manifesta la vera natura delle persone che Alceo (poeta lirico greco vissuto tra la fine del VII – metà del VI secolo a. C.) sintetizzò con un semplice “vino e verità” divenuto poi il celebre motto latino in vino veritas.

Il consumo del vino, inoltre, per tutta l’antichità e in particolare presso i Greci, era collegato ad una occasione particolare il sympósion (citato per la prima volta da Alceo), che costituisce un momento importante nella vita sociale, un’occasione al tempo stesso festiva, culturale e pedagogica; gli uomini si riuniscono tra uguali per condividere la bevanda, scambiare idee, esercitare la poesia lirica.

“La Sicilia del vino” raccontata attraverso le anfore a testimonianza della lunghissima storia, è questo il leit motiv non soltanto della mostra ma dell’intera partecipazione a Vinitaly 2018.

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